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La forma, la dimensione il comportamento delle cellule del sangue possono essere indicative per lo studio dinamico della biologia dell’organismo.
Il cibo che mangiamo cambia il nostro DNA

 

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Chi Sono


Benedetta Lillia
Operatrice Professionista in Discipline Bio-Naturali 

OPERATRICE IN BIORISONANZA
NATUROPATA
OPERATRICE IN MEDICINA TRADIZIONALE CINESE SHIATSU MOXA
KINESIOLOGIA
ALIMENTAZIONE NATURALE E INTOLLERANZE

 

Le Discipline Vitalistiche ricercano lo Squilibrio Profondo che precede il sintomo superficiale.
Utilizzano tecniche naturali, energetiche, psicosomatiche e culturali che hanno come finalità il recupero e il mantenimento dello stato di benessere globale della persona per migliorarne la qualità di vita.

L'operatore professionista in disipline bio-naturali è colui che, in possesso di adeguata formazione, opera per favorire la piena e consapevole assunzione di responsabilità di ciascun individuo in relazione allo stile di vita stimolandone le risorse vitali.

Non si tratta di prestazioni medico sanitarie, il cliente è pregato a continuare tutte le indagini cliniche che ritiene importanti per la sua salute.

Non si rilasciano prescrizioni ne ricette mediche semmai rimedi naturali atti a stimolare la fisiologica autoguarigione, per tanto non esiste obbligo alcuno di modificare il proprio stile di vita

 

 

Libere Discipline art.4 Legge 2013


 

 
Bioresonanz-06.jpg

l termine "Bioresonance Therapy" (abbreviato” BRT”) fu coniato nel 1987 dall’Istituto Brugemann, ora REGUMED GmbH, per definire la "Terapia con le oscillazioni proprie del paziente", che si rifà all’intuizione del Dr. Franz Morell che presentò questa idea per la prima volta nel 1977.

La Biorisonanza BICOM® si definisce una tecnica di regolazione fisiologica, opera ad un livello biofisico e utilizza le informazioni del campo elettromagnetico naturale del corpo e delle sostanze presenti in natura. Il campo di azione però si pone a livello informazionale, agendo sul controllo e sulla regolazione del campo biofisico.

Poiché si evince, dalle ricerche nel campo della Fisica, che la dimensione biofisica regola e controlla le dinamiche biochimiche, con la Biorisonanza è possibile agire ad un livello causale profondo e non solo sul sintomo.

Oggigiorno, il nostro organismo è esposto a molte fonti di stress: dall’ inquinamento elettromagnetico, all’ esposizione a radiazioni, ai veleni ambientali, allergeni, a vari agenti patogeni e chimici, ritmi elevati, stress, traumi ecc...

Il corpo ha la propria naturale capacità difensiva e regolatoria con grandi potenzialità di guarigione. Normalmente è in grado di compensare a queste influenze potenzialmente patologiche, ma tutti questi stressor, possono sovraccaricare il nostro organismo e portarlo verso una condizione di malessere cronico con conseguente deregolazione del sistema immunitario. Lo stress emo-psico-fisico, attività sedentaria, cattiva alimentazione e predisposizione genetica aggravano il quadro generale.

Con la Biorisonanza BICOM® è possibile identificare e trattare gli agenti stressogeni che causano questa condizione a livello bioenergetico e condurre l’organismo verso un sensibile rafforzamento dei naturali meccanismi di difesa e autoregolazione per un ritrovato stato di benessere

FUNZIONAMENTO

BICOM® è una sofisticata e innovativa apparecchiatura elettronica di grande precisione, assimilabile a un analizzatore di onde elettromagnetiche ad alta sensibilità, in grado di rilevare picchi anomali nello spettro delle frequenze elettromagnetiche emesse da un organismo vivente.

Il sistema consiste nell’individuare e correggere le frequenze “patologiche”, proprie dell’organismo, potenziando allo stesso tempo quelle fisiologiche “sane”, per questo viene indicato come trattamento altamente individuale. Stimola il corpo, in modo assolutamente non invasivo e indolore, nella propria funzione di autoregolazione a ritrovare il proprio equilibrio bioenergetico portandolo verso l’auto-guarigione da disturbi funzionali dell’organismo.

Si può definire un “trattamento biofisico di regolazione fisiologica” che sfrutta un circuito biocibernetico di regolazione.

Biorisonanza: funzionamento

Durante il trattamento, l’insieme delle frequenze specifiche di un soggetto o di una sostanza che stressa e danneggia l’organismo, vengono raccolte tramite un applicatore di input, decodificate e analizzate dall’apparecchio per poi essere modulate e ritrasmesse al soggetto tramite un applicatore di output, in maniera continua per tutta la durata del trattamento (biofeedback). Il dispositivo lavora con questo modello di input e output, con l’insieme delle onde endogene del paziente e con le frequenze specifiche di sostanze. L’organismo durante il trattamento assimila le informazioni d’onda con cui entra in risonanza e per effetto di questo scambio bio-informazionale attua un processo fisiologico di regolazione e armonizzazione. In base ai sintomi e alle cause dei disturbi, è possibile con BICOM® calibrare esattamente la correzione delle alterazioni rilevate, ottenendo così il massimo risultato.

 

CAMPI DI APPLICAZIONE

BICOM®, all’interno di una visione di medicina integrata, può essere utilizzato in sinergia e ausilio ad altre terapie. Aiuta a ripristinare e sostenere il benessere psicofisico dell’organismo.

 

BIORES SAS
Bicom Italia


 

 






Intervista Prof. Spaggiari

https://fb.watch/4aO20TaiwD/




https://youtu.be/rF308FXw3Mg







 

IMMAGINE BELLA BIORISONANZA.jpeg

SEDUTA NATUROPATICA


SEDUTA DI BIORISONANZA BICOM REGUMED 

La biorisonanza utilizza la tecnologia quantistica per stimolare l'organismo e l'auto-guarigione, separa le frequenze fisiologiche da quelle patologiche, emette frequenze elettromagnetiche con un trattamento simile alagopuntura e all'omeopatia, assolutamente naturale. Sfrutta le frequenze energetiche personali.
Non si conoscono controindicazioni tuttavia non si sottopene a tale trattamento il portatore di pacemaker.
Esempi
rinforzo vitalità
armonizzazione
disintossicazione

DEPRESSIONE
VACCINAZIONI preparazione e detox
TRATTAMENTO DELLE ALLERGIE
CADUTA CAPELLI
DOLORI REUMATICI (E NON) CRONICI O ACUTI
VERRUCHE COMPAGNE FASTIDIOSE
DISINTOSSICAZIONE da METALLI PESANTI DOPO TATUAGGI
INVERNO TEMPO DI MALANNi
PROTEZIONE E AUMENTO DELLE DIFESE IMMUNITARIE
TRATTAMENTO DELLE MICOSI E SQUILIBRI INTESTINALI
PROBLEMI ORMONALI e MENOPAUSA
TRATTAMENTO EMICRANIA
PROBLEMI DI PROSTATA e INCONTINENZA DOPO OPERAZIONE
STIMOLAZIONE ALLA CICATRIZZAZIONE POST INTERVENTO
TABAGISMO SMETTERE DI FUMARE
...

 

TRATTAMENTO PRANOTERAPIA O PRANO-PRATICA  

 

 

TRATTAMENTO SHIATSU (MOXIBUSTIONE)

 

 

CUPPYNG THERAPY, COPPETTAZIONE O CUPPING OLISTICO 

 

 

TRATTAMENTO RIFLESSOLOGIA PLANTARE CON CROMOPUNTURA LASER

 


 

Libere Discipline art.4 Legge 2013


Intervista Prof. Spaggiari Rivista Scienza e Conoscenza

Intervista Prof. Spaggiari Rivista Scienza e Conos...



Piergiorgio Spaggiari, fisico e medico, già docente universitario e ricercatore del CNR, nonché già direttore generale di importanti aziende ospedaliere della regione Lombardia (Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano, Azienda Ospedaliera Valtellina Val Chiavenna, Azienda Ospedaliera della provincia di Lodi, Azienda Ospedaliera di Cremona).

Nell’agosto del 2001 il prof. Spaggiari viene invitato in Cina, dove tiene una serie di relazioni e conferenze magistrali: Il Primo Ospedale  del Popolo lo nomina “Professore honoris causa” nel proprio staff di Primari. Analogamente, nell’ottobre 2007, mentre è direttore Generale a Lodi, Spaggiari viene insignito della Laurea Honoris Causa dell’Università di Odessa: a motivo delle sue ricerche, sperimentazioni e risultati nell’impegno di campi elettromagnetici ultra deboli per la terapia di alcune patologie. È un luminare e un divulgatore di fama internazionale sui nuovi paradigmi della medicina.
 
Lo abbiamo incontrato telefonicamente per farci spiegare i meccanismi e gli aspetti biofisici del corpo umano che vanno a integrare la visione biochimica alla base della medicina tradizionale, aprendo prospettive di diagnosi e di cura sempre più complete, integrate e olistiche.

 

Le sensazionali scoperte della fisica quantistica stanno lentamente facendosi spazio nella cultura umana occidentale e nei suoi vari ambiti scientifici e applicazioni. Anche la medicina è stata interessata da questo fenomeno. Se dovesse farci una panoramica generale come si potrebbe riassumere questa rivoluzione in atto?
A partire dalla scoperta della Risonanza Magnetica Nucleare, oggi è dimostrato che immergendo un corpo umano all'interno di un campo magnetico ottenuto dalla somma di un campo magnetico permanente ed un campo magnetico variabile, le cellule dell'organismo ubbidiscono alle sollecitazioni del campo magnetico generato.
Il comportamento è analogo per tutti gli esseri viventi: vegetali, animali, uomo e donna. Si tratta di una grandissima scoperta, in quanto prima si riteneva che la medicina fosse unicamente basata su reazioni di tipo biochimico mentre così si è dimostrato che le cellule sono soggette anche a reazioni di tipo biofisico.
Per capire bene di cosa si tratta desidero fare un'analisi semantica della terminologia "Risonanza Magnetica Nucleare”.
Il termine "Nucleare": è relativo allo studio del comportamento del nucleo di idrogeno, ci si può chiedere per quale motivo l’idrogeno. La spiegazione è che, siccome il nostro organismo è fatto di acqua e l’acqua è presente in tutti gli apparati del corpo umano, l’idrogeno è presente anche nella cellula e fuori dalla cellula.
Il termine “Magnetico”: è relativo alla presenza del campo elettromagnetico generato (somma di un campo elettromagnetico permanente ed uno variabile) 
Il Termine “Risonanza”: indica che le cellule risuonano, obbediscono a sollecitazioni di campo elettromagnetico esterno.
La Risonanza magnetica Nucleare è lo strumento più importante, nella diagnostica, in quanto ci permette di avere immagini meravigliose sull’apparato scheletrico, sulle parti molli, sugli apparati vascolari, sul sistema nervoso e sul cervello e tutto ciò attraverso sollecitazioni e variazioni di campi elettromagnetici.

Partendo dalla Risonanza Magnetica Nucleare e dal suo funzionamento, che lei ci ha così ben spiegato, si arriva anche a comprendere i meccanismi e le basi scientifiche di alcune medicine non convenzionali, come ad esempio l'omeopatia?
La dimostrazione che noi abbiamo fatto sulla risonanza magnetica nucleare può aprire la mente per farci comprendere e giustificare alcuni fenomeni delle medicine non convenzionali che non riuscivamo a capire fino in fondo.
Mi spiegherò con un esempio: il farmaco omeopatico è ottenuto dalla diluizione in acqua di sostanze chimiche al di là del numero di Avogadro, che come tutti sanno è una legge fondamentale della chimica, che dimostra che al di sopra di tale limite non esiste più presenza nell’acqua della sostanza di partenza. Quindi sembrerebbe che il prodotto omeopatico così ottenuto, non contenendo più nessuna sostanza, come dice qualche importantissimo farmacologo italiano,  sia acqua fresca.
Ci si può domandare quindi quale può essere l’effetto curativo di un prodotto omeopatico. Ricorrerò alla scoperta di Einstein che ha dimostrato che qualunque sostanza che ha massa, ha anche energia; ovvero esiste il principio di dualità tra massa ed energia; ecco qual è la spiegazione, nella sostanza omeopatica non abbiamo più la presenza della massa di partenza ma nell’acqua (al di là del numero di Avogadro) è rimasta l’energia sottesa a quella massa, e quindi i domini di coerenza dell’acqua sono stati influenzati da quell’energia che è rimasta in memoria nella struttura dell’acqua. Il rimedio omeopatico andrà ad influenzare l’organo che oscillerà alla stessa frequenza del rimedio, per Bio-risonanza.

Abbiamo parlato di risonanza, di frequenza, di energia: si sta affacciando sulla scena della medicina una nuova visione dell'essere umano?
La cosa nuova che scaturisce da tutto quello che abbiamo detto sino ad ora è che ogni organo del corpo umano risuona su una precisa gamma di frequenza.
I concetti che abbiamo espresso ci permettono di affermare che ogni organo al di là delle differenze strutturali, anatomiche, fisiologiche e patologiche, è in grado di risuonare quando viene sollecitato da campi elettromagnetici esterni.   In altri paesi questi aspetti di medicina quantistica o di Bio-risonanza, si stanno sviluppando in ambito accademico e sono già riconosciuti dai sistemi sanitari di quei paesi, come la Germania, l’Inghilterra ed altri ancora. Nel nostro paese questi aspetti suscitano ancora diffidenza nell’ambito sanitario, nonostante siano sempre più attive nuove opportunità e nuove tendenze.

Oltre alla risonanza magnetica nucleare, ci sono altri strumenti diagnostici e terapeutici che lei utilizza nel suo lavoro e che sfruttano i principi della biofisica?
Assolutamente si, per quanto riguarda la terapia, io utilizzo una macchina di Risonanza Ciclotronica che è stata sviluppata da alcuni fisici italiani e che si basa su una legge di un fisico russo, Liboff, li quale ha scoperto un principio che permette alla cellula dell’organismo umano di riassorbire ioni che la cellula stessa può perdere quando le cellule vengono immerse in un campo magnetico permanente ultra debole al quale viene sommato un campo magnetico variabile la cui frequenza è pari alla frequenza di rotazione dello ione che deve essere riassorbito. L’intensità dei campi è una intensità molto bassa dell’ordine di grandezza del campo elettromagnetico terrestre.

Un apparecchio sia diagnostico che terapeutico talvolta utilizzato dai medici non convenzionali è quello dell'EAV (elettroagopuntura di Voll). Esso rappresenta una sintesi eccellente tra conoscenze delle medicine tradizionali orientali e tecnologia occidentale. Si tratta di una apparecchiatura efficace secondo lei?
Si tratta di un'apparecchiatura molto utilizzata in diversi paesi e anche in Italia, ma che funziona in base a meccanismi un po' diversi rispetto a quelli sopra citati: si tratta di fornire energia o sottrarla ai punti dell’agopuntura tradizionale cinese e in altri punti individuati dallo stesso Voll, al fine di curare determinate patologie. Così come sono stati dimostrati gli effetti positivi dell'agopuntura lo sono quelli dell'elettroagopuntura.

L'interazione tra membrane cellulari e campi magnetici ELF (extremely low frequency) è assodata in biofisica. Quali sono le sue conseguenze più rilevanti in medicina?
I campi elettromagnetici in cui siamo ormai siamo costantemente immersi ci fanno ammalare?
Come abbiamo detto gli esseri umani sono circuiti risonanti e quindi possono risuonare su campi elettromagnetici che possono comportare effetti negativi oppure possono risuonare su campi elettromagnetici favorevoli e quindi con effetti positivi.
È indubbio che campi elettromagnetici di frequenze molto elevate quali i campi elettromagnetici di emittenti radiofoniche, televisive, ripetitori, telefonini, sistemi di trasmissione elettrica ad alta tensione, possono influire negativamente sulla salute degli esseri viventi e quindi è consigliabile avere particolare attenzione a non essere soggetti ad intensità di campo così elevate per tempi relativamente lunghi.
Oggi i telefoni cellulari funzionano anche in galleria o in miniere, possiamo immaginare cosa possono fare al nostro cervello questi campi che oltrepassano le montagne quando li teniamo serrati al nostro orecchio. D'altra parte è vero che di certa tecnologia non possiamo più fare a meno: lo strumento che abbiamo a disposizione per difenderci dagli effetti negativi dei campi elettromagnetici è la conoscenza e la consapevolezza.
Quello che possiamo fare è mettere in campo tutte le strategie che abbiamo per difenderci: ovvero utilizzare il vivavoce o gli auricolari per il telefonino, non mettere a disposizione dei bambini i telefoni cellulari, evitare i collegamenti wireless, fare sì che la nostra casa e i luoghi di lavoro siano ambienti sani e privi di inquinamento elettromagnetico.

 

Per capire la biorisonanza .. articolo Altro Giornale

Per capire la biorisonanza .. articolo Altro Giorn...


Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina, afferma che il DNA può inviare impronte elettromagnetiche di se stesso a cellule lontane e fluidi. Per essere più precisi alcuni enzimi ricreano il DNA, servendosi dell’impronta elettromagnetica. Tutti i dettagli degli esperimenti non possono essere ancora a nostra disposizione, ma alcune notizie sono state diffuse. 

Due provette adiacenti, e fisicamente separate, sono state collocate all’interno di una bobina di rame e sottoposte ad un debole campo elettromagnetico di 7 hertz. L’apparato viene isolato dal campo magnetico naturale terrestre per evitare interferenze. Una provetta contiene un frammento di DNA lungo 100 basi, una seconda provetta contiene acqua pura distillata. Dopo 16 – 18 ore, entrambi i campioni vengono sottoposti ad un metodo di routine usato per amplificare tracce di DNA, utilizzando enzimi, al fine di poter fare molte copie del materiale originario. Si tratta di una reazione a catena, detta polimerasi (PCR).

Dopo questo procedimento, il frammento di gene è stato recuperato in entrambe le provette, anche se una conteneva solamente acqua distillata! Va detto che la soluzione originale del DNA, la cui composizione per ora non è stata rivelata, viene sottoposta a diversi cicli di diluizione, prima di essere immersa nel campo elettromagnetico. Si parla di un rapporto di 1 a 10, il frammento di DNA “fantasma” è stato recuperato solo tra la settima e la dodicesima diluizione del DNA originale.

I fisici del Team di Luc Montagnier affermano che il DNA emette onde elettromagnetiche a bassa frequenza, che danno l’impronta del DNA alla struttura delle molecole dell’acqua.

L’acqua è in grado di tenere informazioni ricevute e memorizzare le caratteristiche della sequenza del DNA. Montagnier ha affermato che molte specie di batteri e tanti virus danno segnali elettromagnetici esattamente come fanno alcune cellule umane malate.

Grazie agli studi di Montagnier e dei suoi collaboratori, potranno essere curate alcune malattie come l’autismo e varie malattie neurodegenerative come la fatica cronica e la sclerosi multipla, con un diverso approccio farmacologico. Secondo Montagnier tali malattie sono causate da agenti infettivi. L’acqua si comporta esattamente come un nastro magnetizzato, conserva l’impronta magnetica di virus contenuti in precedenza, anche quando questi sono stati cancellati e trasmette un messaggio di natura magnetica, che è ancora in grado di essere riprodotto.

I campi magnetici estremamente deboli possono avere conseguenze positive e negative sulle nostre cellule.

Effetti positivi: innescano le difese immunitarie naturali dell’organismo e preparano il nostro corpo a proteggersi dai virus realmente pericolosi o virus che scatenano malattie degenerative. Effetti negativi: malattie derivanti dalla troppa esposizione ai campi elettromagnetici, danni causati dalle onde radio e dai telefoni cellulari.

Luc Montagnier ha parlato pure di debolissimi influssi magnetici che provengono dai corpi celesti, che hanno delle influenze su cellule e DNA.

Grazie a questi esperimenti, in futuro, si potranno avere rimedi farmacologici senza effetti collaterali, rimedi farmaceutici senza tossicità, diluiti in acqua distillata, alla quale rilasciano la propria capacità di azione, prodotta dal loro segnale elettromagnetico.

Articolo Altro Giornale Daniela Asaro Romanoff












COS'E LA MEMORIA DELL'ACQUA?

Jacques Benveniste e la memoria dell’acqua

Per memoria dell'acqua si intende la possibilità dell'acqua, in forma liquida, di mantenere una “impronta” delle sostanze con cui è venuta in contatto.
Fu l’immunologo francese Jacques Benveniste a pubblicare nel 1988, sulla prestigiosa rivista internazionale “Nature”, i risultati di rivoluzionari esperimenti che dimostravano come l’acqua fosse capace di mantenere una memoria/informazione di sostanze in essa disciolte o diluite; tali risultati non solo avrebbero potuto fornire una base scientifica ai principi della medicina omeopatica ma, soprattutto, avrebbero scardinato consolidate conoscenze di fisica, chimica e medicina, costringendo ad una revisione e riscrittura di più nozioni.
Nonostante la bocciatura della comunità scientifica, le ricerche iniziate da Benveniste e dai gruppi da lui capitanati proseguirono, incoraggiate dalla curiosità e la voglia di approfondire sia di scienziati italiani che di personalità illustri del mondo della scienza (quali il premio Nobel Luc Montagnier).
Le basi fisico-chimiche della memoria dell’acqua
Tutti gli organismi viventi irradiano un debole ma permanente flusso di radiazione elettromagnetica la cui intensità spazia dalla luce visibile all'ultravioletto. Queste emissioni di energia avvengono a livello cellulare e, essendo portatrici di informazioni, secondo il biofisico di fama mondiale Fritz Albert Popp, non solo regolano la crescita e la rigenerazione delle cellule e ma ne controllano anche tutti i processi biochimici.
Una prima evidenza scientifica a questa teoria fu data da un medico italiano, il dottor Sergio Stagnaro, intorno al 2007. Egli combinò un raffinato e preciso metodo di investigazione clinica, studiato e messo a punto da lui stesso, la semeiotica biofisica quantistica (SBQ), con i più innovativi strumenti della nanotecnologia, in grado di captare e ritrasmettere i biofotoni emessi a livello cellulare. Il dottor Stagnaro dimostrò che, nei sistemi biologici, molecole come ormoni e neurotrasmettitori, considerati dei messaggeri chimici, agiscono mediante un principio di Energia-Informazione (EI), ossia veicolano radiazioni elettromagnetiche intrise di informazione qualitativamente importante. Questi lavori erano perfettamente coerenti e in sintonia con gli studi dello scienziato russo Petar Gariaev sulla genomica ondulatoria, che trovarono un riscontro sperimentale sia dallo stesso scienziato russo, sia dai ricercatori della SBQ.
Gariaev ipotizzò e confermò che il genoma umano è una struttura tridimensionale in continua rotazione in grado di ricevere e trasmettere radiazioni elettromagnetiche. Esso cioè si comporterebbe come una rice-trasmittente.
Tutte le radiazioni elettromagnetiche viaggiano da strutture trasmittenti (come i neurotrasmettitori e gli ormoni) verso delle strutture riceventi (come il DNA). Questo significa che nei sistemi biologici la trasmissione della EI avviene, oltre che attraverso canali usuali come il sistema linfatico, il sistema sanguigno, quello nervoso ed altri, anche per bio-risonanza, sfruttando sia le proprietà del DNA di comportarsi come antenna che dell’ampia gamma di trasmettitori e ricettori di cui sono dotati i sistemi biologici. E l’acqua in tutto questo cosa c’entra?
Cos’è la memoria dell’acqua?
Ebbene, per l’acqua non si parla di EI piuttosto di Memoria-Informazione (MI) ossia:
1) l'acqua agisce come un recettore, essendo in grado di ricevere le frequenze d'onda e di memorizzarle (memoria);
2) l'acqua agisce come trasmettitore, trasmettendo le frequenze delle onde memorizzate (informazione).
Queste caratteristiche biofisiche, chimiche ed elettro-magnetiche dell’acqua sono state messe in evidenza da esperimenti indipendenti l’uno dall’altro, che confermano il contributo di Beneviste.
Fu Luc Montagnier, Premio Nobel per la medicina, a confermare l’emissione di onde a bassa frequenza (EMS) in alcune diluizioni di filtrati provenienti da colture di microorganismi (virus, batteri) o dal plasma umano infettato dagli stessi agenti patogeni.
Essendo la dimensione delle strutture che generano le EMS molo piccole, ciò ha giustificato la loro denominazione di “nanostrutture”.
Gli studi seguenti fecero presupporre a Montagnier e ai suoi collaboratori come potesse essere l’organizzazione dell’acqua a spiegare tutto. L’acqua non solo è in grado di interagire con le molecole disciolte in essa, stabilizzandole, ma le stesse molecole di acqua possono formare aggregati o polimeri (strutture comunque piuttosto labili).
Fu poi Emilio del Giudice, scienziato di fama internazionale, e il suo gruppo di lavoro, a proporre e mostrare come l’acqua potesse organizzarsi in domini di coerenza, con la dimensione di nanostrutture ed in grado di autorigenerarsi e mantenersi con l’emissione di onde elettromagnetiche.
I Domini di Coerenza sono il risultato della capacità di aggregazione e cooperazione per una finalità che i campi elettromagnetici informati hanno di organizzarsi in strutture complesse. Emilio del Giudice capì come l’acqua, che è il miglior solvente universale, fosse in grado di memorizzare le informazioni ricevute dai soluti con i quali entrava a contatto, aggregandoli in gruppi di molecole chiamate ”bioclusters” (domini di acqua corrente dotate di un proprio Campo Elettro Magnetico, CEM) attraverso il quale avviene un continuo scambio di informazione.
Emilio dal Giudice condusse, assieme a Giuliano Preparata, le ricerche sul fenomeno della memoria dell’acqua nell’ambito della CQED (elettrodinamica quantistica coerente). Secondo questa teoria esistono domini di coerenza nell’Universo, in grado di allineare i campi elettromagnetici. Questo potrebbe rappresentare un fondamento scientifico alla dinamizzazione omeopatica (lo scuotimento del prodotto omeopatico diluito per almeno 100 volte in senso verticale, con movimenti netti, veloci e di breve distanza) poiché le molecole di acqua conserverebbero una geometria molecolare correlata agli elementi chimici con cui entrano in contatto. 
Questi domini di coerenza hanno una dimensione di decine di micron, in cui milioni di molecole oscillano all'interno di un campo elettromagnetico di tipo coerente,.

I messaggi dell’acqua
Recenti esperimenti condotti da Germanov e altri ricercatori SBQ nel 2011 mostrano risultati molto interessanti: sostanze chimiche di natura organica e non organica, nonché molecole biologiche e composti organici complessi emettono, rispettivamente, singole frequenze elettromagnetiche o uno spettro di frequenze che corrisponde a quelle delle sostanze contenute.
La memoria-informazione dell’acqua può inoltre essere sfruttata per energizzare l’acqua con un dispositivo in grado di catturare le frequenze di farmaci per poi ritrasmetterle nell'acqua. Questo può aprire nuove prospettive nell’uso di farmaci con gli stessi risultati terapeutici ma limitando i loro dosaggi.
Inoltre, gli stessi fluidi biologici umani (sangue, urine, ecc), emettono segnali che caratterizzano lo stato del corpo e riflettono l’attività della coscienza umana. È stato il giapponese Masaru Emoto a sostenere come la coscienza umana avesse un effetto sulla struttura molecolare dell’acqua.
Dal 1999 Emoto ha pubblicato diversi volumi di un lavoro dal titolo “I messaggi dall’acqua”, contenenti fotografie di cristalli di acqua esposti a variabili diverse e successivamente congelata, in modo da formare strutture cristalline. Dall’osservazione delle fotografie si evince come parole, preghiere, musica e ambiente esercitino un vero e proprio effetto fisico sulla struttura cristallina dell'acqua, modificando la semplice struttura di base esagonale dei cristalli di ghiaccio di acqua non condizionata (tra l’altro dispersi in modo caotico), nelle strutture belle e raffinate, disposte in modo armonico e simmetrico, dei cristalli di ghiaccio di acqua “informata”.
Seguendo le ipotesi del ricercatore giapponese la SBQ ha creato un interessante test per verificare l’ipotesi di interazione tra la MI dell’acqua e la musica con il risultato che la musica energizza effettivamente l’acqua. Questa evidenza sperimentale apre nuove prospettive sulla musicoterapia e le sue applicazioni per l'autismo infantile, il ritardo mentale, le disabilità, la sindrome di Alzheimer e altri disordini cerebrali, come psicosi, i disturbi dell'umore e i disordini somatoformi (in particolare la sindrome di dolore cronico), la sindrome da stanchezza cronica (CFS) e i disturbi alimentari (anoressia nervosa). Si può attribuire, in questo modo, anche un nuovo risalto all'interpretazione del risveglio da coma grazie all’ascolto di musica e canzoni.
 
Alessandro Silva 
SC scienza e conoscienza
 

Il mascheramento delle allergie Edizione Speciale Number One

Il mascheramento delle allergie Edizione Speciale ...


 

Cosa si nasconde sovente dietro le allergie acute e dietro molte malattie croniche?

 

In studio arrivano continuamente pazienti che soffrono di una quantità di allergie diverse. Alcuni pazienti riferiscono che in quel periodo hanno reazioni allergiche praticamente a tutto e si nutrono, per esempio solo di patate e acqua. Dall'anamnesi risulta poi molto spesso che le prime reazioni allergiche acute si sono presentate, ad esempio, in presenza di uno o due tipi di polline.

Con il passare del tempo sono sopravvenute sempre più allergie, per es. verso pelo di animali, noci, mele, pomodori, additivi alimentari, … Proprio con questi pazienti è importante sapere che alla base di queste molteplici allergie acute sono presenti dei carichi di base che irritano e sovraccaricano, di solito da tempo il sistema immunitario. Uno dei carichi di base più importanti è costituito dalle allergie centrali mascherate.

Il Dott. Schumacher, nel suo libro “Terapia Biofisica delle Allergie”, scrive che (in pazienti pesantemente caricati per cause ereditarie) le allergie centrali si sviluppano nella maggior parte dei casi già nella prima infanzia, e precisamente attraverso una sensibilizzazione verso un alimentando base o una sostanza presente in modo permanente nell’organismo (ad es. candida in una micosi intestinale cronica).

A causa del contatto frequente o costante con l’allergene i sintomi sono quasi sempre mascherati, nel senso che di solito non è riconoscibile un rapporto immediato fra sintomi e allergene. 

Mascheramento di un’allergia significa che tipo e dimensione delle manifestazioni morbose non hanno alcun rapporto riconoscibile con l’afflusso dell’allergene. 

Alle nostre latitudini gli elementi scatenanti di gran lunga più importanti di allergie centrali mascherate sono attualmente latte vaccino e frumento. In pratica sono gli alimenti che ciascuno di noi assume quotidianamente in una forma o nell’altra fin dalla primissima infanzia.

Anche i quadri clinici da essi causati sono spesso corrispondenti. Purtroppo però a causa del mascheramento delle allergie le reali cause dei sintomi della malattia non sono riconoscibili con certezza. Perciò non si arriva in modo immediato a un aggravamento dei sintomi della malattia (per esempio manifestazioni epidermiche nella neurodermatite), se ad esempio la persona allergica mangia molto formaggio e altri derivati del latte o la persona allergica al frumento durante le vacanze vive prevalentemente di paste alimentari. Perciò in questi casi si parla di un mascheramento dell’allergia.

Un’allergia centrale mascherata è un grave stato di carico permanente, uno stress costante per il sistema immunitario. La gravità dei sintomi della malattia dipende dalla capacità dell’organismo di compensare lo stress allergico permanente. Prima o poi il meccanismo di compensazione si sovraccarica e crolla, soprattutto se sopraggiungono altri carichi di tipo fisico mentale.

Perciò un’allergia mascherata è spesso alla base dello sviluppo di ulteriori forme acute di allergia. E proprio nel caso di persone multiallergiche (quindi di persone con molte allergie verso le sostanze più diverse) l’esperienza ha dimostrato che alla base di queste allergie acute sta un’allergia centrale verso un alimento di base. Ciò può essere verificato in modo rapido e indolore con l’aiuto dell’apparecchio BICOM.

Ma le allergie mascherate giocano anche un ruolo importante in molte altre malattie croniche come ad esempio neurodermatite, morbo di Crohn, colite ulcerosa, malattie reumatiche ecc..

Per una terapia efficace delle sindromi multiallergiche è importante eliminare le allergie centrali. Alcune allergie acute scompaiono da sole dopo l’eliminazione dei carichi centrali, altre si possono eliminare facilmente in seguito nella maggior parte dei casi con l’apparecchiatura BICOM mediante misure terapeutiche a breve termine.

Il meccanismo delle sindromi multiallergiche può essere paragonato all’immagine di un treno. La locomotiva è il carico di base: quasi sempre una o anche più allergie mascherate, ma spesso anche metalli pesanti e stress da vaccinazione.

Questi carichi portano a uno stress permanente per l’intero organismo e con il passare del tempo si agganciano alla locomotiva dei vagoni: le allergie acute.   E molti pazienti arrivano in studio con treni molto lunghi. Questo pone i terapeuti di fronte a una grande sfida. E’ importante prima di tutto staccare la locomotiva mentre si tratta con cura e si elimina lo stress centrale. Poi si tratteranno con la terapia anche i “vagoni” rimasti.

















TFF (Trasferimento Farmacologico Frequenziale)

 

Il TFF (Trasferimento Farmacologico Frequenziale) è una metodica innovativa che consente di trasferire a un sistema vivente, attraverso circuiti elettronici, le proprietà farmacologiche di molte sostanze.

Invece di somministrare il farmaco, si trasmettono le sue informazioni alle cellule, le quali reagiscono a tali frequenze come in presenza del farmaco. In questo modo si può curare senza dover assumere il medicinale evitando così ogni effetto tossico dovuto alle molecole.

 

Molto schematicamente, si utilizza un amplificatore di frequenza a banda larga nella cui entrata si mette un campione di farmaco puro e lo si stimola con una certa onda da un generatore di frequenza.

I segnali amplificati in più passaggi di post-amplificazione sono trasmessi in uscita al sistema vivente collegato all’apparecchio, che li riceve e risponde come se fossero molecole di quel farmaco.

 

 

 

La differenza è in questo come se. L’ipotesi riguardo alla ricezione dei segnali da parte della cellula è che tutto il sistema venga influenzato dalle frequenze informate, in particolar modo i recettori cellulari per quel medicinale.

 

Quando si somministra un farmaco le sue molecole agiscono sui recettori come una chiave nella serratura e l’apertura della porta segnala l’avvenuta reazione, il medicinale è andato a bersaglio. Ma quella porta si può aprire anche senza chiave, se si adopera un telecomando che invia una frequenza in grado d’interagire con la serratura, ovvero con lo stesso recettore. Questo è il TFF.

 

 

 

I farmaci del futuro potrebbero quindi essere di natura fisica, frequenziale, e non più soltanto chimica. Forse si potrà arrivare a “farmaci digitali”, ovvero soft che hanno memorizzato le frequenze del medicinale.

 

STORIA

Il 4 maggio 1990 il medico italiano Massimo Citro riusciva a trasferire elettronicamente, per la prima volta al mondo, le proprietà terapeutiche di un medicinale a un essere vivente: un TFF di tetraciclina a un gatto affetto da emobartonellosi ormai in punto di morte. Dopo pochi giorni di terapia con le frequenze dell’antibiotico invece dell’antibiotico molecolare, il gatto cominciava a riprendersi e la guarigione clinica era confermata dalla scomparsa dell’emobartonella dal sangue, anche a distanza di molti anni.

Dopo altri due casi di tale parassitosi felina trattati con successo nello stesso modo (TFF di tetraciclina e di tioacetarsamide) iniziava la sperimentazione sugli esseri umani.

 

EVIDENZE NELLA CLINICA UMANA

 

Sono centinaia i casi clinici trattati con successo con TFF di diversi antibiotici, FANS, steroidi, antistaminici, benzodiazepine, tiroxina, nicotina, dopamina, estrogeni, progestinici, eroina (sei casi di tossicodipendenza in corso di disassuefazione: 100% di risposta con cessazione dei sintomi da carenza con una fl IV di fisiologica di TFF di eroina) e altri. (1)

 

 

EVIDENZE IN CLINICA VETERINARIA

 

Comprendono casi di TFF di antibiotici e arsenicali nelle parassitosi feline; TFF di FANS nelle coliche addominali e nel dolore postchirurgico degli equini; più di diecimila casi di mastiti in bovine da latte nella zona del Parmigiano reggiano trattate con successo TFF di antibiotici (la risoluzione era confermata dalla scomparsa dei leucociti nel latte) (2).  Quest’ultimo esperimento ha interessato anche il Dipartimento di Agraria dell’Università di Pechino, il cui rettore nel 2011 è venuto in visita nel nostro Istituto a Torino dichiarandosi disponibile a sperimentare il TFF in Cina.

 

 

EVIDENZE DI LABORATORIO

 

Dal 1992 sono state condotte sperimentazioni in laboratorio con TFF di diverse sostanze su modelli diversi che vanno dalle cellule isolate, a organi viventi isolati, a modelli vegetali di vario tipo:

 

all’INSERM di Parigi, 1992 (U200, Dr. Jacques Benveniste) sul modello di Langendorff del cuore isolato e perfuso, il TFF di istamina del Dr. Citro produce coronarodilatazione in esperimento in doppio cieco statisticamente significativo. (3)

 

All’Istituto di Biofisica di Kaiserslautern (Prof. F.A. Popp) negli anni 1993-4 TFF di atrazina su alghe unicellulari del genere Acetabularia acetabulum misurate con fotomoltiplicatori dimostra variazioni significative risposte cellulari rispetto alle non trattate. (4)

 

All’INSERM di Parigi segnali di PMA su neutrofili da parte di un gruppo francese a noi collegato. (5)

 

In collaborazione con i Proff. C.P. Endler e W. Pongratz (Università di Graz) TFF di tiroxina sulla metamorfosi dei girini della Rana temporaria (1993 e riprodotto nel 1994) in doppio cieco in Austria e in Italia mostra una variazione nella velocità di metamorfosi statisticamente significativa. (6)

 

Dal 1994 al 2002 all’IDRAS di Torino riproducibilità statisticamente significativa di TFF di erbicidi, antigerminativi e auxine sintetiche su germogli di legumi, cereali e su calli di Nicotiana tabacum (alcuni esperimenti ricontrollati al Dipartimento di Fisiologia Vegetale dell’Università di Torino, per le misure di sintesi proteica): in particolare, l’azione diserbante del TFF glifosate è visibile a occhio nudo e confermata dal peso fresco e secco delle piante; l’azione del TFF di 2,4-D aumenta la sintesi proteica e il contenuto idrico delle piante con un vasto sviluppo radicale proprio come se agisse l’auxina sintetica. (7)

 

 

 

 

 

L’aumento del flusso coronarico con TFF di istamina è visibile dalla quinta alla nona provetta da sinistra

(dal quinto al nono minuto di perfusione).

Parigi, luglio 1992 (Benveniste, Citro, Aissa)

 

 

 

TFF di atrazina su alghe unicellulari acetabularie misurate con fotomoltiplicatori:

l’azione del TFF è visibile nel secondo gruppo da sinistra come inibizione dell’emissione fotonica.

Kaiserslautern, 1992-4 (Popp, Citro)

 

 

Azione del TFF di tiroxina sulla metamorfosi dei girini della rana.

Graz – Torino, 1993-4 (Endler, Citro, Pongratz)

 

 

 

TFF di glifosate su germogli di lenticchie (Torino, 1994-7, Citro)

 

 

 

TFF di ormone della crescita (2,4-D) su colture di tabacco (Torino, 1996, Citro)

 

 

 

TFF di ormone della crescita su germogli di frumento, misure dei coleoptili e delle radici.

(Torino, 1996-7, Citro)

 

EVIDENZE DI CHIMICA FISICA sono riferite a misurazioni conducimetriche e microcalorimetriche sul segnale farmacologico in uscita dagli apparecchi.

 

Le variazioni misurate indicano la presenza di segnali correlabili agli effetti riscontrati sul biologico. Gli esperimenti sono stati condotti a più riprese dal 1997 al 2004 al Dipartimento di Chimica dell’Università Federico II di Napoli (Prof. Vittorio Elia). L’acqua informata con TFF è un’acqua diversa a livello chimico fisico.

 

 

UN GRUPPO DI RICERCA INTERNAZIONALE SUL TFF si era costituito in occasione del nostro “The First International Workshop on TFF” (sponsor la Compagnia di San Paolo, Presidente il Prof. Gianni Zandano) nel giugno 1996 (200 persone di pubblico nella Sala Conferenze della Compagnia San Paolo di Torino, ripreso anche da RAI 3) comprendente tra gli altri la Prof.ssa Madeline Bastide del Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Montpellier, il Dr. Roger Santini dell’INSA di Lyon, la Dr.ssa Cloe Taddei Ferretti del CNR di Napoli, con il supporto teorico dei Proff. Giuliano Preparata e Emilio Del Giudice dell’Istituto Nazionale di Fisica dell’Università di Milano.

Purtroppo il Gruppo di Ricerca internazionale si è subito interrotto nel 1997 in seguito a un attentato intimidatorio nel laboratorio dell’IDRAS che ha bloccato la ricerca per qualche anno. Dal 2005 la ricerca si è quasi fermata per mancanza di fondi.

 

Nel giugno 2010 una delegazione dell’IDRAS è stata ricevuta all’UNESCO di Parigi dal Premio Nobel Luc Montagnier, già a conoscenza della scoperta del TFF che ha molto lodato, chiedendo all’IDRAS di riprodurre in laboratorio a Torino il suo esperimento (8) pubblicato nel 2009 sulle frequenze emesse da sequenze di DNA. Esperimento che abbiamo riprodotto nel 2011.

 

 

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